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No. 42

Una questione di cuore

«Facciamo un viaggio nel Mediterraneo? I vini mediterranei di Pepe Mendoza offrono una vacanza brevissima in un bicchiere di vino. Senza lo stress del viaggio. Un saluto alla diversità unica del mondo del vino e buone vacanze estive!»

Dominic Blaesi & Renzo Schweri

Fondatori

Bottiglia di Casa Agrícola Tinto D.O. Alicante di Pepe Mendoza Casa Agricola

Premi

Robert Parker: 92/100, Guía Peñin: 92/100

«I vitigni autoctoni sono importanti per il vino così come lo sono i dialetti per la lingua». – Pepe Mendoza

Vini con un forte carattere mediterraneo

Pepe Mendoza ha cercato il segreto del vino perfetto all'estero, ma sono state le vecchie e nodose viti della sua Alicante a sussurragli la risposta. L'enologo proviene da una famiglia di viticoltori che gestisce una delle cantine più grandi e famose di tutta la regione. Spinto dalla sua sete di conoscenza, fin da giovane Pepe viaggia in Cile, Nuova Zelanda, Australia e Argentina. Mendoza voleva conoscere le tecniche più avanzate per produrre vini sempre migliori: «Solo dopo alcuni anni mi sono accorto che le soluzioni che cercavo si trovavano proprio davanti ai miei occhi», riassume oggi. Il progresso lo trova nei vecchi vigneti, nelle tecniche tradizionali e nelle varietà locali: «Le varietà autoctone sono caratterizzate da un'antica conoscenza radicata nel loro DNA: l'adattamento al proprio luogo d'origine, sviluppato nel corso di centinaia di anni. In questo modo i vitigni sono più resistenti alla siccità, alle malattie ma soprattutto il vino esprime tutti i tratti caratteristici del territorio: solo le varietà antiche e locali sono in grado di farci conoscere le piante locali e aromatiche come l'arancia, il limone, il finocchio o le erbe mediterranee». Ecco perché Pepe ama paragonare questa inconfondibile espressione del territorio ai dialetti.

Con la sua piccola tenuta vinicola, che comprende vigneti risalenti al 1921 e al 1970, otto anni fa Pepe ha realizzato il sogno di una vita. Mendoza ha ripristinato i vecchi vigneti e ha ristrutturato con cura l'antico edificio, risalente all'epoca della dominazione araba. Lavora con metodi del tutto naturali, con interventi poco invasivi e una piccola resa. Un po' come si faceva una volta, ma con standard di qualità moderni. «Al giorno d'oggi, tutti vogliono essere degli inventori... Ma nessuno vuole essere una persona che trasmette un'eredità», racconta Pepe. Non è forse incoraggiante che i metodi di coltivazione che mirano alla massima armonia con l'ambiente portino anche alle migliori esperienze gustative? È come una dichiarazione d'amore alla natura che viene pienamente ricambiata. Una vera questione di cuore.

Premi

Robert Parker: 92/100, Guía Peñin: 92/100

Bottiglia di El Veneno D.O. Alicante Vinalpó di Pepe Mendoza Casa Agricola

Premi

Robert Parker: 95/100, Guía Peñin: 94/100, Tim Atkin: 93/100

Viticoltori velenosi e terreni straordinari

«Questi terreni sono vecchi, molto vecchi. Hanno un'energia speciale!», ci spiega Pepe Mendoza, mentre andiamo a visitare i suoi vigneti. Per un attimo, ci chiediamo se nel viticoltore si nasconda l'anima di un guru. Ma prima che potessimo chiederglielo, il vivace bassotto Lola ha già attirato la nostra attenzione. Quando Pepe cammina tra i vigneti, la sua cagnolina di 11 anni è sempre al suo fianco. «Lola è sempre la prima a scoprire le uve mature!», dice il viticoltore ridendo. Notiamo subito gli imponenti muri a secco, che sono un prezioso habitat per piante e animali. Ma questo non è tutto! Nella regione spagnola piove raramente, ma quando succede, diluvia. In questi casi, i muri funzionano come dei filtri: l'acqua defluisce più lentamente trattenendo i preziosi sedimenti. «Il vigneto e l'intero ecosistema si sono adattati perfettamente a questa peculiarità climatica», spiega Pepe Mendoza. L'irrigazione artificiale non è necessaria e va contro i suoi principi: «Perché questo vigneto dovrebbe avere bisogno di più acqua? O per aumentare la resa di ciascuna pianta, o per aumentare il numero di piante per ettaro. Ma in entrambi i casi è a scapito della qualità».

Le piante di Pepe crescono senza stress, sane e forti. In questo modo non devono essere impiegati pesticidi. «Quando i terreni sono vivi e puri, i vini prodotti hanno tutta un'altra energia. Sono loro a esprimere le caratteristiche del terreno o del territorio». Ci meravigliamo di nuovo. Non più per la parola "energia", ma sul perché il suo vino si chiami Veneno, ovvero veleno. «Ho scelto il nome del vino in onore dell'ex proprietario del vigneto. Il suo soprannome era zio Veneno. Era un uomo conosciuto per il suo carattere cupo e scontroso, ma ci ha lasciato un vigneto straordinario». Una cosa è certa: nel vino non c'è traccia delle vibrazioni negative di zio Veneno, ma solo tanta energia mediterranea!

Premi

Robert Parker: 95/100, Guía Peñin: 94/100, Tim Atkin: 93/100

Bottiglia di Summer in a bottle Côtes de Provence Rosé di Wölffer Estate Vineyard

«Ecco il sapore dell'estate!»

L'esclusivo Premium Rosé per il periodo dell'anno più bello

Il Rosé è più di un semplice vino. Il Rosé è uno stile di vita. Ha il sapore della vita nel fiore degli anni, della leggerezza di un abito estivo colorato e della freschezza della brezza marina. L'azienda vinicola di fama internazionale Wölffer Estates è riuscita a racchiudere tutta la gioia di vivere dell'estate in una splendida bottiglia. Il "Summer in a Bottle" è un vino pregiato unico nel suo genere, dall'eleganza naturale e contemporanea.

L'estate si associa a un picnic rilassante al parco, a una gita in bicicletta lungo il Reno, a un tramonto sul Monte Brè, a una giornata in piscina o a una serata allegra con gli amici sulla terrazza di casa.
Ma non solo: estate è anche sinonimo di libertà e spontaneità. Con l'arrivo del bel tempo, un incontro casuale può trasformarsi in un aperitivo o la fine della giornata in una festa. Con una bottiglia di "Summer in a bottle" nel frigorifero sei sempre pronto ad assaporare la vita e ad accettare le coincidenze inaspettate che ne derivano. Questo rosé esclusivo trasforma un aperitivo improvvisato in un elegante evento estivo. Promesso!

Bottiglia di Riccobianco Appassimento Puglia IGT di RiccobiancoBottiglia di Riccorosso Appassimento Puglia IGT di Riccorosso

Premi

Riccobianco: Luca Maroni: 96/100 // Riccorosso: Luca Maroni: 98/100

«Tutti a tavola!»

Le ricette per una tavolata di successo

Si sa, la gioia condivisa raddoppia la gioia stessa. E il food trend della stagione, la tavolata, conferma questo detto! In questa forma di convivialità tipica dei paesi mediterranei si condividono dei piatti a piacere. È una forma di ospitalità semplice e rilassata con molti effetti positivi: in un attimo si diffonde un'atmosfera esuberante, gli orologi sembrano funzionare più lentamente e si crea una meravigliosa connessione tra gli ospiti. Cosa ne pensi di organizzare una tavolata invece della solita grigliata? I protagonisti ideali di una tavolata mediterranea sono piatti freddi e caldi che si possono preparare in anticipo. Piatti classici come la focaccia, insalata caprese, ravioli, frittata, polpette o lasagne sono perfetti per occasioni come queste. Il momento più bello ed emozionante è quando anche gli ospiti portano qualcosa cucinato con le loro mani!

Ma come scegliere un vino adatto a questa varietà di gusti, sia dei piatti che degli ospiti? Ecco che entrano in gioco i nostri vini più versatili! I nostri gemelli del sud Italia Riccorosso e Riccobianco sono la scelta perfetta. Entrambi sono abbastanza corposi da tenere testa alle portate sostanziose, ma non troppo forti da coprire il sapore dei piatti. I vini assomigliano proprio all'ospite ideale della tavolata: partecipa allegramente e attivamente alle conversazioni, ma senza sovrastare gli altri. E con questo: Tutti a tavola!

Premi

Riccobianco: Luca Maroni: 96/100 // Riccorosso: Luca Maroni: 98/100

Bottiglia di Killerman's Run Shiraz di KilikanoonBottiglia di Killerman's Run Grenache – Shiraz – Mataro di Kilikanoon

Premi

Killerman's Run GSM 2020: James Suckling 91/100 // Entrambi: Grand International Wine Award - Mundus Vini: Gold

«Flaschenpost proudly presents...»

I pregiati vini Kilikanoon della Clare Valley

I vini australiani stanno riscuotendo un successo sempre maggiore. Non c'è da meravigliarsi, dal momento che il tratto distintivo di questo moderno paese produttore di vino è la qualità impeccabile. E anche l'azienda vinicola Kilikanoon della Clare Valley non fa eccezione. Negli ultimi dieci anni, è stata riconosciuta come la migliore azienda vinicola australiana per sei volte da tre diverse federazioni indipendenti. Inoltre, Kilikanoon ha vinto più volte i premi "Best in the World" e "Best of Australia" con i vini Shiraz, Cabernet, GSM e Riesling. L'azienda vinicola ha vinto complessivamente oltre 400 medaglie! Abbiamo quindi pensato che fosse giunto il momento di importare questi pregiati vini australiani in Svizzera. «Certo, siamo orgogliosi dei nostri risultati, ma il successo lo dobbiamo alla Clare Valley», afferma Kevin Mitchell, fondatore e Chief Winemaker di Kilikanoon. L'incantevole valle situata a nord di Adelaide è una delle regioni vinicole più antiche dell'Australia. Il clima caldo viene temperato dalle fresche brezze pomeridiane e dalle notti fredde: «Questo conferisce vigore ed eleganza alle uve mature, preservando l'acidità», spiega Mitchell. La varietà delle altitudini e dei terreni è una particolarità della denominazione. «Sfruttiamo questa varietà prendendo le uve da tutta la regione e abbinandole tra loro», racconta il Winemaker. I vini "Killerman's Run" raccontano anche del grande potenziale di questo ricco territorio: gli abitanti della valle avevano soprannominato Mr. Killerman un uomo che viveva da solo in un capanno di metallo sulle colline e che si cibava di ciò che coltivava e cacciava nella valle. Come Mr. Killerman, oggi anche Kevin Mitchell percorre la rigogliosa Clare Valley alla ricerca delle uve migliori e dei trofei del mondo enologico.

Premi

Killerman's Run GSM 2020: James Suckling 91/100 // Entrambi: Grand International Wine Award - Mundus Vini: Gold

Bottiglia di UNPLUGGED @ Flaschenpost di Hannes Reeh

Premi

Falstaff: 91/100

«Hannes Reeh si esibisce in esclusiva per Flaschenpost»

Ecco il primo Rosé Unplugged

I suoi vini hanno riscosso tanto successo, come le hit dei Nirvana. Ma Hannes Reeh non si dà delle arie da star. Sebbene l'austriaco abbia uno stile di vita spensierato, è troppo determinato e con i piedi per terra per volere vivere come una rockstar. Nel 2007 i suoi genitori gli hanno ceduto l'azienda vinicola e ha iniziato a rinnovarla con la disinvoltura che caratterizza i giovani. Al giovane viticoltore non piacevano tutti i "fronzoli" che caratterizzavano il vino prodotto fino a quel momento. Voleva produrre vini puri e autentici senza aggiungere additivi o artifici estetici. I suoi vini esprimono emozioni allo stato puro, proprio come le canzoni dei Nirvana nell'album "Unplugged in New York". È stato facile trovare un nome che riassumesse il lavoro di Hannes Reeh: le migliori uve dell'annata sono vinificate "unplugged", senza lieviti puri, chiarificanti o processo di filtrazione.

Questi vini sono diventati il tratto distintivo di Hannes Reeh. Seguiamo questo talentuoso viticoltore da anni e lo abbiamo già presentato in questa rivista nel 2016. Anno dopo anno, il suo Zweigelt Unplugged continua a rimanere nella Top 3 dei nostri vini più venduti. Ora Hannes Reeh ringrazia i suoi fan svizzeri con un esclusivo Rosé Unplugged. Complimenti!

Premi

Falstaff: 91/100

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